Il 2026 è un anno di svolta per chi affronta la fine di un matrimonio. A ottobre entrerà in vigore il nuovo Tribunale per le persone, per i minorenni e per le famiglie, che accorperà in un’unica sede le competenze oggi divise tra tribunale ordinario, tribunale per i minorenni e giudice tutelare. Una riforma attesa da anni, che cambierà concretamente il modo di gestire separazioni, divorzi e questioni legate ai figli.
Un solo tribunale per tutta la famiglia
Fino ad oggi, chi si separava poteva trovarsi a dover seguire procedimenti davanti a giudici diversi per le stesse questioni: il figlio minorenne da una parte, la casa dall’altra, il mantenimento altrove. Con il nuovo tribunale unificato tutto converge in un’unica sede, con vantaggi evidenti in termini di coerenza delle decisioni e riduzione dei tempi.
Per chi sta per avviare una causa di separazione o divorzio, la scelta del momento per depositare il ricorso — prima o dopo l’entrata in vigore del nuovo tribunale — può incidere concretamente sui tempi e sulla strategia processuale.
Un fondo per chi perde la casa familiare
Dal 1° gennaio 2026 è attivo un fondo permanente di 20 milioni di euro l’anno a sostegno dei genitori separati o divorziati che non hanno conservato l’assegnazione della casa familiare e vivono con figli fiscalmente a carico fino ai 21 anni. È una misura concreta per chi si trova a dover pagare un affitto mentre continua a versare il mantenimento: una delle situazioni più difficili da gestire dopo una separazione.
Procedure più rapide e sempre più digitali
Nei casi più semplici, la separazione e il divorzio possono essere ottenuti da remoto senza obbligo di comparizione in tribunale, con costi sensibilmente ridotti rispetto alle procedure tradizionali.
Sul fronte dei tempi, la via più veloce rimane la separazione consensuale tramite negoziazione assistita: dal momento in cui la documentazione è completa, il divorzio consensuale può chiudersi in 4-10 settimane. Il percorso giudiziale, invece, può protrarsi da 2 a 4 anni.
Cosa tenere a mente
“Consensuale” non significa automaticamente semplice. Per evitare rinvii, conflitti successivi o condizioni poco chiare — soprattutto su figli, casa e spese — è essenziale impostare correttamente l’accordo fin dall’inizio.
Anche il tema della casa genera molte controversie. Chi resta nell’immobile non è automaticamente tenuto a pagare tutto: mutuo, spese condominiali straordinarie e imposte vanno regolati con attenzione, distinguendo chi è proprietario da chi ha il diritto di abitazione.
Il consiglio dello studio
Se stai valutando una separazione o hai già una procedura in corso, il 2026 porta novità importanti che possono incidere sulla tua strategia. Contatta lo Studio Legale Angelucci per un’analisi aggiornata della tua situazione.
